Hadithi
ya Amani - Una storia di pace
Fin
dall’infanzia l’Africa è stata la mia compagna, madre, sorella che
mi ha visto crescere e diventare donna, moglie, madre a mia volta.
Questa storia, come le mie altre è una storia d’ amore per
l’Africa, nelle cui terre giallo brune popolate di elefanti e giraffe
e sulle cui coste solcate dai dhow,
fra le fitte foreste di mangrovie, ho vissuto il dono di
un’esistenza privilegiata.
Lo
spirito di condivisione è uno degli aspetti che più di altri mi ha
sempre colpito dell’Africa. Condividere il poco che si ha con gli
altri è per gli africani la base di un’ esistenza, seppure povera,
armoniosa, in sintonia con gli altri. Porre la collettività prima
dell’individuo, è il simbolo di uno spirito comunitario che
restituisce ad un occidente spesso dimentico e affannato a rincorrere
valori superflui, il senso di una solidarietà paziente e unità
sincera.
Ispirata
dai tanti gesti di fratellanza che l’Africa mi ha fatto conoscere, ho
raccontato la pace. Tra queste righe si presenta al lettore come una
riflessione, rivolta innanzi tutto alle giovani generazioni di tutto il
mondo, che nella loro esistenza quotidiana sono chiamati all’incontro
con culture diverse e quindi a confrontarsi con realtà complesse dove
l’impegno per una coesistenza pacifica è sollecitata da nuove
risposte e soluzioni. E’ questa una vera e propria ricchezza. La
possibilità di potenziare la nostra persona e completarci nel dialogo
con chi è diverso da noi. Sì
perché la pace non è solo assenza di guerra, la pace è quando una
società riesce a porre un impegno di giustizia alla base della sua
struttura. E per giustizia si intende correggere i governi corrotti,
ridimensionare le regole del nuovo imperialismo economico messo in atto
dalle grandi multinazionali, dal Fondo Monetario, dalla Banca Mondiale,
garantire i diritti fondamentali a tutti.
L’Africa
per raccontare la pace. E’ stata una scelta naturale. Le società
occidentali che oggi eufemisticamente chiamiamo “democratiche” in
realtà non sono che le serve di nuove aspirazioni di sovranità. La
storia africana, più di altre, ha
dei presupposti validi per parlare di democrazia, dove prima che
prendessero potere i dittatori sostenuti dai grandi imperi occidentali,
era un consiglio di anziani a prendere le decisioni per il bene comune. Ho
voluto raccontare la pace nel magico incontro tra l’uomo e la natura
per il suo valore ancestrale che ancora oggi presso numerose tribù
africane si ripete da generazioni, confermando il legame sacro che
riunisce tutti le espressioni viventi della terra in un dialogo sulla
vita.
Sulla
scia di questo messaggio deve fondarsi il diritto all’educazione,
costituendo esso, nelle sue molteplici espressioni, un diritto
fondamentale dell’uomo. E’
il punto di partenza per realizzare società equilibrate e armoniose,
dove ciascun uomo possa scoprire il proprio potenziale e migliorare la
propria condizione socio culturale utilizzando le risorse della propria
terra nel rispetto delle persone e dell’ambiente.
In
zone come l’Africa, l’occidente sfrutta, per avidità, immense
ricchezze espropriando le popolazioni dalla loro madre terra. Compiendo
questo atto criminoso, si impedisce il libero sviluppo di tanti popoli,
la loro crescita, la loro trasformazione, il loro ruolo di custodi delle
tradizioni.
Che
lo sguardo e l’azione dell’Occidente da ora in poi sia quello che
sappia conciliare la tradizione, le usanze, i riti tribali con i
nuovi strumenti conoscitivi senza ledere l’ identità originaria delle
culture indigene, anzi valorizzandole e incentivandone l’espressione.
I giovani sono chiamati ad essere
i portavoce e i continuatori della propria cultura e storia, perché il
futuro non diventi un grande
calderone grigio in cui i popoli avranno perso le loro incredibili
varietà di pensiero, lingue, colori e suoni. Il primo passo per
globalizzare i diritti umani è quello di valorizzare le culture
diverse.
In
Africa ci sono milioni di giovani brillanti e laboriosi per cui la
tradizione è ancora importante, fiduciosi che qualcosa, all’orizzonte
di malattie, guerre e catastrofi naturali, cambierà. In questa speranza
di cambiamento risiede il futuro.
I
giovani di tutto il mondo hanno bisogno di speranza e con la loro
sensibilità, la loro capacità intuitiva, il loro impegno quotidiano,
sapranno realizzare il sogno di un mondo armonioso nel nome
di Amani.