Radio Vaticana - Aprile
2004
L’Africa
per raccontare la pace.
E’
la scelta che Valentina Akava Mmaka, l’autrice del volume “Amani. I
nomi della pace”, in libreria per la EMI, ha compiuto nello scrivere
questa favola breve, apparentemente dedicata ai bambini, in realtà in
grado di far riflettere giovani e adulti sulla situazione mondiale,
sulla precarietà della pace, sulla tentazione di sopraffazione, sulla
necessità di lavorare quotidianamente nel nostro piccolo mondo per far
sì che la pace si affermi e si conservi.
Da
sempre la narrazione favolistica ha avuto il pregio e il compito di
insegnare i valori fondanti della comunità umana. Nella semplicità
della forma narrativa, risiede la sua forza di comunicazione, di
comprensibilità e di educazione. Ma perché partire dall’Africa?
L’autrice sottolinea un aspetto fondamentale della cultura africana:
lo spirito di condivisione, anche nella povertà. Una condivisione che
è armonia, che pone la collettività prima dell’individuo, che ha da
insegnare all’Occidente malato di egoismo e superficialità, il valore
della solidarietà paziente e dell’unità sincera. Fondamento della
pace è il dialogo, la capacità di rispettare chi è diverso da noi, e
di comunicare con lui. Il dialogo privilegiato dalla favola raccontata
da Valentina Akava Mmaka è un dialogo tra l’uomo e la natura, un
valore ancestrale profondamente sentito in Africa, segno di un legame
che unisce tutte le forme di vita sulla terra: una bambina il cui nome
significa Amore, incontra un albero, un ulivo, simbolo internazionale di
pace, che le spiega come è possibile che la pace si costruisca giorno
per giorno nelle nostre case: “Ama chi ti sta vicino. La pace inizia
con il prossimo più stretto e via via si allarga come una spirale senza
fine, fino ad abbracciare tutti gli uomini del mondo.”
La
minaccia della guerra è sempre presente, spesso vicinissima, ma non
deve minare la speranza e il lavoro. Proprio da questo messaggio
d’amore e di rispetto per l’uomo e per la terra, e dalla necessità
di rendere concreta la speranza, è nata la Mmaka Educational
Organization, un’organizzazione no profit che realizza progetti
educativi per lo sviluppo e la crescita in Africa. E’
dall’educazione, in tutte le sue più varie e molteplici espressioni,
che può partire la costruzione di società fondate sull’equilibrio e
sull’armonia, in cui gli uomini e le donne possano scoprire le loro
potenzialità e migliorare la loro condizione utilizzando le risorse
della loro terra nel rispetto degli esseri umani e dell’ambiente. Il
principio ispiratore della Mmaka Educational Organization è quello di
conciliare la tradizione con le nuove conoscenze della modernità, senza
diminuire l’identità originaria delle culture indigene, ma anzi
incentivandone l’espressione. Perché i diritti umani siano rispettati
e condivisi nel mondo è necessario che la dignità delle diverse
culture sia valorizzata. L’autrice utilizza due immagini emblematiche
per raffigurare questa speranza: l’immagine di un arcobaleno e di un
girotondo.
Diversi
e uniti.
Nella
stessa speranza.
Di
Rosario Tronnolone