| VALENTINA ACAVA MMAKA Una vita per l'Africa
|
|
|
A U T O R E Sono nata a Roma da genitori italiani di origine greche. Sono cresciuta in Sud Africa durante gli anni dell'apartheid. E' stata la mia prima grande esperienza di vita, crescere in un paese diviso dalle barriere razziali. Involontariamente se è vero come diceva Jean Grenier che "nella vita esiste un momento da cui è iniziato tutto", ecco credo che nel mio caso sia stato il Sud Africa ad aver coinciso con questo spartiacque nelle mie future scelte di donna madre e scrittrice. Sono stata una lettrice avida, un po' perché ero sola e poi ho sempre apprezzato la solitudine come momento creativo in cui inventare personaggi e storie. Ho cominciato a scriverle verso i tredici anni dando risalto ad una prima inclinazione poetica.
La mia infanzia è stata costellata di viaggi (in giro per il mondo), letture, vita all'aria aperta, avventure.
Con l'uniforme dell'asilo
Una delle più importanti presenze della mia infanzia è stata quella della mia seboledi (bambinaia), Sera. Sera e io avevamo un rapporto unico. Preparava i miei pranzi e il suo lo consumava seduta da una parte vicino alla stufa a gas. Io non amavo quella distanza così prendevo la mia sedia e mi sedevo vicino a lei, spesso lasciando il cibo che mi aveva preparato per mangiare il suo, delizioso e speziato. In famiglia eravamo soliti trascorrere i week end da una mia zia, pittrice e poetessa, a una trentina chilometri da
Beirut Libano
Io in primo piano davanti a Mrs Viljoen, la mia maestra Houghton School Johannesburg
Pretoria dove aveva una bellissima farm, Zoetendal (la dolce valle). Qui il contatto con la natura era diretto e senza mediazioni. I miei compagni di giochi erano cani (Bruno, un geniale incrocio tra un danese e un dobermann, tre rumorosissimi cheeouaoua, un sornione bulldog e un simpaticissimo bassotto), conigli, galline e pecore. Ma lì nella dolce valle c'era un' amico speciale che si chiamava Titus. Titus era uno dei lavoranti alla fattoria, era della tribù Sotho. Grazie a lui avevo il privilegio di ascoltare un fiume di storie. Me ne sono nutrita senza sosta.
Io alla farm davanti al nostro Maggiolino
Venezia
Dopo essere rientrata in Italia dopo quattordici anni in Africa ho vissuto il trauma di chi viene "strappato" dalle sue radici, dai suoi affetti. Non è stata una esperienza facile, l'Italia era così diversa e così "ignara" di come fosse il Sud Africa, un paese splendido devastato da una storia così drammatica. Per ricucire il cordone ombelicale mai reciso con l'Africa, terminate le superiori ci sono tornata, era il 1994 l'occasione più grande offertami era quella di testimoniare una pagina di storia unica... le prime elezioni democratiche che portarono alla elezione di primo presidente della Repubblica Sudafricana Nelson Mandela. Che giorno, quel 27 aprile 1994! Ho intervistato diverse personalità in quel biennio 1994-1995, scrittori, uomini politici, attivisti pubblicando gli articoli su diverse testate e collaborando con alcune ONG. Dopo una pausa italiana ritorno in Sud Africa e da lì mi trasferisco in Africa Orientale, compio diversi viaggi in altri paesi africani pur restando come base operativa il Kenya.
In questo periodo ho scritto numerosi monologhi teatrali, collaborando con diverse realtà associative femminili incentrate sulla promozione del Teatro Sociale. La mia pièce Io donna immigrata viene rappresentata.
La mia permanenza in Italia è stata intervallata da viaggi, da continue partenze e ritorni tutti contrassegnati dalla scrittura, in primis quella giornalistica, il mio primo amore di scrittura, poi da narrativa e testi teatrali. Negli ultimi anni vissuti qui in Italia ho messo a frutto tutte le esperienze vissute in Africa operando come mediatrice interculturale, collaborando con scuole, enti e associazioni oltreché con iniziative laboratoriali ospitate in festival e manifestazioni letterarie. L'incontro con i bambini è stata una esperienza sempre emozionante e da loro ho imparato tanto... loro mi hanno sempre offerto una lente attraverso cui vedere meglio le carenze dell'Italia nei confronti di temi quali la diversità, il dialogo interculturale. Stabilire la genesi dei miei libri è alquanto difficile, poiché per uno scrittore solitamente un 'opera non nasce e si conclude in ordine sequenziale. Tuttavia posso solo dire che Il mondo a colori della famiglia BwanaVal è nato da uno stimolo offertomi da mia primogenita che da piccolissima mi domandava come mai i suoi genitori avevano il colore della pelle diverso. Così, sebbene avessi sempre saputo che prima o poi avrei scritto qualcosa che valorizzasse la differenza culturale delle mie figlie, quella fu l'occasione determinante. Come non trovare una risposta giusta per un bambino?
Tra i miei libri pubblicati in Italia ricordo: Il mondo a colori della famiglia BwanaVal (Kabiliana 2002) a cui sono stati ispirati spettacoli teatrali, colonne sonore, mostre di pittura; Jabuni:il mistero della città sommersa (EMI 2003); I nomi della pace. Amani (EMI 2004). Scrive testi a sfondo didattico antropologico sulle tribù dell'Africa Australe e Orientale. Tra le sue opere di narrativa si ricordano: Io...donna...immigrata.... volere dire scrivere (EMI 2004) rappresentato come spettacolo teatrale in Italia, Francia e in diversi paesi africani; Cercando Lindiwe (Epoché 2007). E' anche autrice della raccolta di poesie L'ottava nota (Prospettiva 2002).
Oggi continuo a svolgere attività di mediazione interculturale,sono ospite in tavole rotonde, convegni e festival, tra i tanti Festival Letteratura Mantova (2003), Festival Sguardo Meticcio (2 edizioni), Festival Oriente e Occidente di Rovereto (2003), Festival Internazionale di Poesia di Genova, Suq di Genova 2007, Premio Grinzane Cavour (2007) Organizzo e coordino laboratori per grandi e piccoli, scrittura, di Mi occupo anche di traduzione. E' mia la traduzione di Il Tamburo di Sosu dello scrittore africano Meschak Asare.
Ho collaborato con Libri Alice, oggi WUZ e con Stilos, quindicinale di libri diretto da Gianni Bonina.
Nel 2008 ho dato vita al progetto Kabiliana, un progetto che vuole sostenere in alcuni paesi africani, la realizzazione di biblioteche sostenibili e progetti correlati che permettano ai bambini di avere accesso ai libri là dove non ci sono. Oggi ho tre bellissime figlie, che ogni giorno mi ispirano con la loro curiosità e il loro giudizio asciutto e sincero verso le cose, per le quali sto costruendo un'eredità morale che spero continueranno a trasmettere e a far crescere nel loro lungo cammino.
"Gli obiettivi dell' attività di Valentina Acava Mmaka sono riconoscibili anche nella sua produzione letteraria rivolta ai bambini e ai ragazzi. Infatti le sue opere per giovani lettori riflettono l'attenzione sui temi universali raccontati svelando un'Africa inedita che prende corpo attraverso le sue voci, i suoi personaggi, le sue lingue, un punto di vista diverso con cui confrontarsi". - EMI
TESI DI LAUREA SULLA SUA OPERA * Valentina Acava Mmaka. La Poetica e il Teatro in Il Teatro Multietnico nell' era globale: prospettive pedagogiche interculturali. Di Eleonora Orrù, Dott.ssa in Scienze dell'Educazione Università degli Studi di Messina. Anno 2006. La Letteratura della migrazione in Oltre la cittadinanza: comunità inoperose e nuovi intrusi. Di Ramona Parenzani. Corso di Laurea in Filosofia Università degli Studi di Urbino. Anno 2007 Anonime in terra straniera in Femminilità negata nel mondo. Di Daniela Spaletra. Accademia delle Belle Arti di Carrara. Anno 2007.
* segnalate all'autrice |
|
|
|
|
|
|
|||||
| |
|
Copyright © 2002-2009 Valentina Acava Mmaka |