| VALENTINA ACAVA MMAKA Una vita per l'Africa
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IO...DONNA...IMMIGRATA.... volere dire scrivere
E' un testo teatrale che mette a fuoco nitidamente la condizione umana mentale e sentimentale di tre donne immigrate da tre differenti paesi africani. Nella loro diversità i tre personaggi compongono una coralità che riassume al femminile l’universo di uno sradicamento lacerante in cui vivono i conflitti con i luoghi di origine e il paese d’approdo, le risposte interiori e sociali che si danno allo spaesamento, all’essere differenti, le strategie di sopravvivenza mentale.
Al
di là della problematica sociale legata alla migrazione e alle sue
declinazioni al femminile, IO… DONNA… IMMIGRATA…
racconta gli effetti e le peculiarità di un’identità che
riguarda chiunque, nella società contemporanea, debba mentalmente
continuamente ambientarsi alle rapide evoluzioni del mondo, che forza le
interiorità a tempi di percezione e di conoscenza che rischiano di far
perdere il contatto con la propria natura e la propria storia. Le tre donne delineano insieme una sorta di un’identità articolata e complessa capace di adattarsi e di resistere all’annientamento esistenziale
LA CRITICA
Un testo che illumina la complessità emotiva di chi vive in bilico tra due mondi. Orsola Casagrande - Il Manifesto
E' un piccolo gioiello, il libro di Valentina Acava Mmaka, un capolavoro di cesellatura di un'artista che ha curato ogni parte del suo testo .... L'opera è stata pensata per il palcoscenico dove compaiono tre donne straniere, tre immigrate a pronunciare il loro monologo: l'albanese Drasla, la filippina Alina, l'araba Farida, ovvero il volere, il dire e lo scrivere. Le loro voci vogliono farsi ascoltare, non con prepotenza ma con forza, in una ricerca d'identità, di affermazione di un sé che viene da lontano. Cariche di passato cercano strategie di resistenza e di sopravvivenza dentro il nuovo presente fatto di diverse abitudini e, soprattutto, alfabeti sconosciuti e, inizialmente ostici." Adriana Lorenzi - Leggeredonna
"Tre atti, tre donne. Tre donne, tre destini. Drasla, Alina, Farida. Tre donne che fanno i conti cpn i loro vissuti di straniere e lottano per far sì che quel loro 'essere straniere’ non le renda anche estranee. Aliene a se stesse, e agli altri." Jarmila Ockayovà - Prefazione
"Mmaka
ci offre dinamiche di processi identitari femminili sui cui far
riflettere ed interrogarci, affinché nelle migranti non vediamo solo
l'eco del nostro immaginario, ma amiche, vicine e lontane, con i loro
problemi, sentimenti e progetti, fra processi di globalizzazione che
tendono a triturare le culture non meno delle vite."
"Arrivate da differenti paesi tre donne immigrate, intrecciano tre diversi destini in un'unica e articolata coralità. E' un universo femminile che coltiva nello sradicamento conflitti e desideri per i luoghi d'origine e di approdo, sottili strategie di sopravvivenza, risposte allo spaesamento e all'essere differenti. Tuttavia la condizione di queste migranti declina al femminile la metafora di chiunque metta a rischio la propria natura e la propria storia, forzando percezioni e conoscenze ai tempi e ai luoghi di un mondo in continua trasformazione e imperfetta evoluzione." F. Ianneo - Teatro Reon
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