VALENTINA ACAVA MMAKA


Una vita per l'Africa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
 

ARTICOLI - SAGGI

La Natura ci parla - Mazingara yana Tuambia

 

 

 

C’è una frase, nel libro forse più significativo per la cultura occidentale, che dice “…oppure parla alla terra, ed essa ti insegnerà”. Questo libro è la Bibbia e ciò che essa dice è vero. La Terra non è solo la nostra madre, la nostra dimora, colei che ci nutre e ci disseta, che ci protegge e ci diverte, ci ispira e ci vivifica. Essa rappresenta, con le sue creature viventi, un universo equilibrato e armonioso dove ciascun essere è indispensabile all’altro.

Questo libro nasce dal mio amore per l’Africa, la terra dove sono cresciuta, dove ho fissato la mia dimora e della quale mi sento figlia devota, sorella affettuosa, amica complice e madre protettiva. L’Africa è una terra generosa e resta difficile non sentirsi, anche lontani da essa, appartenerle, la madre antropologica di tutti gli esseri umani.

Chi nasce e vive in paesi come l’Africa, dove gli spazi sono immensi, le specie animali e vegetali incalcolabili e gli uomini si organizzano in tribù dando vita a tradizioni e culture tra loro diverse, impara ben presto a conoscere la Natura e il valore della vita che essa insegna. In tal senso l’animismo africano è presente a ricordarci che la natura ci parla e spetta a noi saperla ascoltare. In Africa la tradizione animista, che attribuisce alle specie viventi vita pulsante e identifica in ciascuna di esse una interlocutrice privilegiata nella vita quotidiana delle popolazioni indigene, è non solo una credenza, ma uno stile di vita, un modo di pensare e di sentire.

L’occidente, nella sua affannosa e goffa ricerca del potere e della ricchezza, ha spesso messo a rischio l’ambiente e i suoi esseri viventi perdendo di vista il valore del rispetto per l’ambiente in cui vive. Il legno degli alberi, i minerali del sottosuolo, lo spazio terrestre e marino ricco ciascuno di ambiti trofei e libagioni, servono all’uomo per soddisfare la propria avidità di potere e i propri bisogni generati da una modernità che affonda le proprie radici in aspirazioni superflue.

Si sente parlare da anni di deforestazione, ma essa non riguarda solo la grande Foresta Amazzonica ma anche l’Africa. Essa sconvolge gli habitat, quei luoghi naturali dove convivono specie animali e vegetali diversi. La deforestazione, il surriscaldamento della terra, dovuto agli effetti del buco dell’ozono, costringono gli animali a cercare cibo altrove mettendo a rischio le colture che si trovano assediate da una fauna che non può più vivere il proprio ambiente naturale e si trova costretto ad “emigrare” in territori non suoi, provocando inevitabilmente danni non voluti.

L’Africa è la nostra madre, il cuore del mondo, migliaia di tribù vivono nel suo vastissimo territorio, rispettando la natura e dipendendo da essa. In Africa, la natura è per l’uomo indigeno fonte di medicine naturali, di cibo, di ornamenti, di abitazioni e di sacralità. L’azione dell’ indigeno non è mai punitiva nei confronti della natura, vi è sempre un rispetto totale, panteista che lo unisce ad essa come parte di un unico cosmo.

 Possiamo davvero immaginare che la Terra , nel breve termine di vent’anni, sarà spogliata di tre quarti del suolo di foreste, boschi e savane perderanno i loro colori, il loro respiro sarà affannoso e le loro creature arrancheranno goffe come vecchi ammalati? La vita dei mari sarà annientata e il sottosuolo, ricco di minerali utili alla fertilità del terreno, sviscerato fin nelle profondità più intime.

L’estinzione di una sola specie animale, vegetale e “umana” è una catastrofe perché ad essa conseguono altre perdite, tutte dolorose e dannose per ciascun essere vivente.

Ogni ecosistema che caratterizza il nostro Pianeta è un mondo a sé, in esso vivono specie animali e vegetali che ne garantiscono l’esistenza e ne caratterizzano la sua particolarità. All’interno di questi ecosistemi naturali vivono le popolazioni indigene, tribù che dipendono dall’ambiente e dalla terra in cui sono nate e cresciute. Privarle della loro terra significa negare loro la vita, la possibilità di essere, di esistere.

Se solo per un istante ci allontanassimo dal posto in cui siamo e provassimo ad allungare lo sguardo fino alla origine del mondo, potremmo forse guardare alla nostra vita e alla natura in un’ottica panteistica che vuole ogni essere vivente, dal più piccolo insetto al grande mammifero, dal singolo filo d’erba all’albero secolare, dal valoroso guerriero al mite pescatore, una parte di noi, ciascuno necessario all’altro, tutti parte dello stesso sistema, equilibrato e armonioso.  

 

Valentina Acava Mmaka

 

 

    

 

    
 Copyright 2002-2007 Valentina Acava Mmaka © Foto di Lorenzo Moscia